Siti di scommesse esteri 2026 — la classifica dei concessionari e il conto reale dell'offerta fuori ADM
Un sito di scommesse estero, in Italia, è un’offerta senza concessione ADM. Non è un’opinione, non è una sfumatura e non è una questione di gusti: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta ADM (ex AAMS) alla prima menzione, pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e chi non è su quella lista non ha titolo per raccogliere scommesse da un giocatore italiano. Il resto della pagina è la conseguenza pratica di quella riga.

31 Ottobre 2026 — dati e riferimenti di licenza verificati sull’elenco dei concessionari ADM e sulle fonti degli operatori citate.
La domanda che porta qui chi cerca «siti di scommesse esteri» è quasi sempre la stessa: c’è qualcosa di meglio là fuori? Più mercati, quote più alte, bonus più generosi, un’interfaccia che non ti chiede il codice fiscale prima di mostrarti il palinsesto. La risposta onesta è che là fuori trovi soprattutto una cosa: nessuno che risponda di quello che ti succede. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite che scegli tu in registrazione e un foro italiano davanti al quale discutere una controversia. Un marchio .com senza concessione porta con sé nessuna di quelle cose. Il prezzo lo paga il giocatore, sempre, e il conto non è solo economico.
Prima di guardare le quote, però, conviene guardare i costi che nessun operatore mette in vetrina: i requisiti di puntata di un bonus, la quota minima che conta per sbloccarlo, la giacenza che serve per raggiungere il deposito minimo, la finestra temporale entro la quale quelle condizioni vanno rispettate. Sono i numeri che decidono quanto vale davvero un’offerta, e sono anche gli unici che restano identici sia che il bookmaker abbia la concessione sia che non l’abbia. Il margine del bookmaker è lì dentro, in ogni quota, come l’aria in una stanza: non lo vedi, ma lo respiri a ogni giocata.
La classifica dei siti con concessione ADM: dieci concessionari e cosa li distingue
La classifica che segue non è una graduatoria del mercato: è l’elenco dei dieci concessionari su cui questa pagina ha materiale concreto, ordinati come li trovi qui sotto e valutati solo su quello che le loro fonti dichiarano. Nessuno di loro è «il migliore» in assoluto, perché un confronto assoluto tra bookmaker non esiste: esistono lettori diversi con esigenze diverse.
Una precisazione che pesa più di tutte le altre. La concessione è rilasciata per singolo sito, non per azienda, e la società concessionaria porta raramente il nome del marchio che vedi sul sito. Sull’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 ci sono 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una stessa società può controllarne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E l’elenco non ha una colonna che dica quali giochi quel concessionario può offrire: un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare su quella lista, da solo, non dimostra che quel sito abbia un palinsesto sportivo. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, che è esattamente dove questa pagina ha guardato.
Il secondo punto riguarda i limiti di deposito, che è il vero discrimine tra un’offerta italiana e una straniera. In un concessionario ADM, al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo bisogna aspettare sette giorni. Sei tu a decidere l’importo, prima ancora di sapere se vincerai o perderai. Su un sito senza concessione quella casella non esiste, e non esiste perché nessuno è tenuto a metterla lì.
Che cosa confrontare, e su quali basi
Un confronto tra bookmaker sportivi regge solo se le colonne sono confrontabili. La tabella qui sotto mette a fianco il numero di concessione con la società concessionaria e quello che le condizioni dell’operatore dichiarano sull’argomento di questa pagina. Non troverai una colonna con le quote: le quote di uno stesso mercato cambiano di ora in ora, e una tabella che le fissa invecchia nel tempo che impieghi a leggerla. Il numero che invece resta fermo, e che vale la pena guardare prima di tutto il resto, è il codice di concessione.
| Marchio | Concessione ADM e concessionaria | Quanto dichiarano le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | App per le scommesse sportive su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con streaming per il live |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Limiti di ricarica, di spesa e di tempo in registrazione; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport con un bonus sport riconosciuto alla registrazione tramite SPID e un bonus di verifica dopo l’invio dei documenti |
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | App con scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e oltre 20 tipologie di sport |
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo di 20 € |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality) e politica |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pre evento e live su calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
Le due colonne centrali raccontano una storia che il primo sguardo non coglie. Nove concessionarie su dieci, in questa tabella, sono società diverse da quella il cui marchio campeggia sopra il sito: il marchio è un’insegna, il concessionario è il soggetto giuridico che risponde. Se un giorno avessi una contestazione da avanzare, il nome da cercare non è quello che leggi nel logo. La colonna di destra è più irregolare, e non per negligenza: descrive quello che ciascun operatore pubblica sulle proprie fonti, e ogni operatore pubblica cose diverse. Chi mette in vetrina il palinsesto, chi gli strumenti di tutela, chi un’offerta di benvenuto. È un confronto tra vetrine, e le vetrine sono un documento, non una promessa.
Cosa distingue un’offerta, quando la quota è la stessa
Due bookmaker possono mostrare la stessa quota su un 1X2 e non essere affatto lo stesso prodotto. Cambiano i mercati accessori, cambia la profondità del live, cambia la rapidità con cui il cash out compare sulla schedina, cambia quello che ti costa sbagliare. Un lettore che punta una singola al sabato pomeriggio ha esigenze quasi nulle; uno che gioca cinque combo a settimana vive o muore di palinsesto e di live. Il codice di concessione non dice nulla su questo, ed è giusto così: certifica il titolo, non la qualità.
Quello che il codice di concessione dice, e che nessun’altra informazione sostituisce, è che quel marchio può essere cercato in Italia, che è dentro la vigilanza dell’Agenzia e che le sue quote non sono il frutto di una giurisdizione che l’Italia non riconosce. Quando valutate un’offerta, mettete quella riga in cima alla lista dei criteri. Tutto il resto si confronta dopo.
I fondamenti: che cos’è davvero un sito di scommesse estero
Un sito di scommesse estero, per come lo si cerca in Italia, è un bookmaker che accetta giocatori italiani senza comparire sull’elenco dei concessionari ADM autorizzati al gioco a distanza. Le ricerche intorno a «bookmaker esteri in Italia», «scommesse online estero» e «scommesse ippiche estero» portano quasi sempre verso siti con licenze di Curaçao, Malta o Anjouan. Quelle licenze esistono, sono reali nel paese che le rilascia, e in Italia non valgono nulla: non hanno alcuno status davanti all’ordinamento italiano.

Per capire cosa si perde, bisogna prima capire cosa si ottiene con una concessione. La concessione italiana è un titolo rilasciato per gara pubblica, non una licenza aperta a chi la chiede. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, elenca all’art. 6, comma 1 i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (il betting exchange); e il bingo.
L’art. 6, comma 3 fissa invece la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi vuole entrare deve avere i requisiti previsti, tra cui una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): è la garanzia che le regole del gioco non cambino a metà partita con un colpo di penna.
Il confronto con l’estero comincia da qui, e non dalle quote. Una concessione italiana ha una scadenza nota, un’autorità che la vigila, un elenco pubblico che la certifica e un foro italiano per le controversie. Una licenza di Curaçao non ti dà nessuna delle quattro cose, e non è un difetto di quel paese: è semplicemente che l’Italia non la riconosce.
Il palinsesto, questa parola che decide cosa puoi giocare
Nel gergo del settore, il palinsesto è il programma degli eventi e delle tipologie di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva. La definizione sta nell’art. 2, lett. s) del decreto del 2024, e contiene una regola che vale la pena leggere due volte: si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. Gli eventi vengono aggiunti uno per uno: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di giocata stiano nel palinsesto di ciascun operatore è materia che si legge sul sito dell’operatore stesso, non in un elenco centrale.
Da questa architettura discendono tre cose pratiche. La prima: il prodotto centrale delle scommesse sportive è la quota fissa, e la legge prevede anche il totalizzatore, ma se qualche marchio online offra totalizzatori sportivi non è dato sapere. La seconda: le scommesse su eventi simulati — art. 2, lett. v), cioè eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazioni o come registrazione di un evento reale — sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e infatti sui siti degli operatori compare la sezione «Virtuali». La terza: l’ippica è due cose distinte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio accetti totalizzatori di ippica nazionale online, non risulta.
Il betting exchange, il mercato dove il bookmaker non rischia
C’è un prodotto che confonde anche i giocatori esperti ed è utile capire prima di guardare i numeri. Il betting exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e), e definito all’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Non è una scommessa contro il bookmaker, è una scommessa contro un altro giocatore, e il concessionario incassa il servizio.
Sul funzionamento concreto, la documentazione di Betfair — descritta come la prima piazza italiana, con concessione 16028 — riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi e incrementi da 50 centesimi. Un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione è materia che cambia, e va letta nelle condizioni dell’operatore. Chi cerca «scommesse estero» pensando a commissioni basse su un exchange deve sapere che la regola italiana è fissata dalla concessione, non dalla piattaforma.
Perché i domini bloccati riappaiono, e perché questo non li rende sicuri
Chi ha provato a raggiungere un sito estero trovandosi davanti una pagina di avviso conosce già il fenomeno. ADM blocca dal 2007 i siti privi delle autorizzazioni previste e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’elenco dei siti con accesso inibito è pubblico, e i domini inibiti vengono reindirizzati verso una pagina che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.
Il blocco agisce a livello di DNS e alcuni fornitori di connettività restano indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono alcune decine o centinaia di domini per volta, e i mirror riappaiono nel giro di ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati», ed è la parola giusta: non chiusi, non sequestrati. Oscurati.
Questa è la parte che consiglio di leggere con attenzione. Un mirror che riappare nel giro di ore è la prova che qualcuno sta spostando infrastruttura per continuare a raccogliere scommesse da giocatori italiani. Se l’offerta fosse in regola, non ci sarebbe nulla da spostare.
La normativa: chi vigila, chi risponde e chi paga
La vigilanza sul gioco a distanza in Italia fa capo ad ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta ADM (ex AAMS) alla prima menzione, perché il mercato continua a dire «AAMS» anche quando l’acronimo è cambiato. Il quadro normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che ha riordinato l’intero comparto dei giochi pubblici a distanza. Le licenze sono concessioni assegnate per gara pubblica. Non esiste una licenza italiana a domanda.
Sul fronte dell’offerta illegale, la regola è scritta nell’art. 22 del medesimo decreto: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza.
Quanto costa, in euro, violare l’obbligo di inibizione
Questa è la parte che nessuno legge e che riguarda il lettore più di quanto sembri, perché è la ragione per cui il sistema tiene. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. La fonte è l’art. 22 del Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Per ciascuna violazione accertata. Il numero va letto con quella precisazione attaccata, perché è la precisazione che gli dà peso: non è una sanzione una tantum per un fornitore distratto, è una cifra che si moltiplica per ogni violazione che viene contestata. E chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti, quindi la difesa della buona fede è stretta. Un prestatore di pagamento che continuasse a movimentare denaro per un operatore senza concessione si troverebbe esposto a una cifra che nessuna commissione giustifica.
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. È la norma che dà ad ADM il martello, e non è un caso che sia stata scritta nel 2020, quando il mercato illegale online era già un problema dichiarato.
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti risulta aggiornato al 13 ottobre 2026. Chi volesse verificare di persona trova tutto lì, in chiaro e gratis.
La regola che arriva fino al giocatore
Il passaggio che sorprende chiunque non abbia mai letto una comunicazione dell’Agenzia è questo, e non lo addolcisco. Come ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024, la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. E non finisce sul pubblicitario: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Mettiamola in termini da schedina. Chi punta su un sito senza concessione non sta compiendo una scelta di stile, sta entrando in un’area che l’autorità italiana descrive come penalmente rilevante. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti: ADM enuncia la regola, non la casistica. Il che, se ci si pensa, non è una rassicurazione.
Sul versante degli operatori, l’art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le scommesse sono accettate all’estero. E c’è una coda che riguarda chi diffonde: ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il messaggio, tradotto: chi fa pubblicità all’illegale paga anche quando non è il gestore del sito.
Il Decreto Dignità e la pubblicità delle scommesse
Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore e vale la pena conoscerne il testo, perché spiega molte cose che il lettore attribuisce al caso. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in questi termini: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
Qualunque mezzo. Manifestazioni sportive comprese. L’enforcement è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, all’art. 3, lett. l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e la lett. m) consente a un concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio. La distinzione è tutta lì: si può comunicare la tutela, non l’invito.
Lo stato dell’arte, per come la stampa di settore lo riporta: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea restano pendenti: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Esiste una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Dentro questo quadro, un chiarimento che vale per il lettore e non per il pubblicitario: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto statutario ai requisiti di puntata risulta previsto. Ammontare, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore, ed è lì che bisogna andarli a leggere.
Identità, conto di gioco e limiti che scegli tu
L’apertura di un conto di gioco passa per l’identificazione piena. La legge fissa l’età a 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto del 2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni anche nelle comunicazioni degli operatori.
Le strade per identificarsi sono la registrazione classica con copia del documento e l’accesso tramite SPID, che alcuni operatori affiancano alla CIE. Attenzione a un dettaglio operativo che costa tempo: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Non è una clausola sadica, è il modo in cui la legge impedisce che un conto resti anonimo. Ma per chi si registra con il documento e poi rimanda l’invio, il conto diventa un cassetto chiuso a chiave.
Sui limiti, l’art. 15, comma 1 prevede un ventaglio preciso: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore in base a protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. La cifra che ADM fissa nella gara per il limite di deposito non è nota, e non lo è perché quella cifra sta nei documenti della gara, non nelle condizioni che leggi sul sito. Quello che conta per il lettore è il meccanismo: abbassare il limite è immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. La direzione verso cui è progettato il sistema è una sola, e non è quella del gioco impulsivo.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dove c’è la concessione
Il punto centrale della tutela in Italia è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Vale a dire: chi si autoesclude da un operatore si autoesclude da tutti quelli con concessione, e anche dalle sale fisiche.

Questa è la differenza che nessun bonus compensa. Un giocatore che si è iscritto al RUA perché ha capito di doversi fermare non trova la porta aperta su un sito estero. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì è del tutto privo di protezione. Il sito non sa chi è, non ha modo di saperlo, e non ha alcun interesse a scoprirlo.
Sui tempi e sulle forme, l’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore. Un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, mentre periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano. Le condizioni di Admiralbet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Ridurre la finestra da 30 giorni a 7 non è un dettaglio burocratico: è la differenza tra un giocatore che deve pianificare la pausa un mese prima e uno che può fermarsi subito.
C’è poi una voce di costo che il settore paga e di cui non si parla mai. L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità: è la quota che il mercato versa per spiegare ai giocatori come non farsi male. Un operatore senza concessione non versa nulla, e non perché sia generoso.
Il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo è il canale pubblico di primo intervento: 800 55 88 22. Compare nelle comunicazioni degli operatori con concessione, tra cui bet365, che nei suoi strumenti di gioco responsabile elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica proprio quel numero. Un giocatore che si accorge di avere un problema trova assistenza gratuita da un operatore con concessione. Non la trova su un .com.
Il conto va fatto prima di giocare: quanto costa davvero un’offerta
Arriviamo alla parte che questa pagina considera la più utile e che quasi nessun confronto pubblica. Ipotizziamo un giocatore che sceglie, in registrazione, un limite di deposito di 100 € a settimana e decide di mettere in gioco quella cifra una volta sola su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 su entrambi i lati, quindi un mercato 1X2 ridotto alle due possibilità. Non è una quota quotata da nessun operatore: è un esempio didattico.
Con quelle due quote, la somma degli inversi dà 1 ÷ 1,90 + 1 ÷ 1,90, cioè circa 1,0526. Il payout del mercato è 1 diviso quella somma, ovvero circa il 95 %: su ogni unità puntata su quel mercato, il bookmaker ne restituisce in media circa 0,95 e ne trattiene circa 0,05. Il margine è il 5 %, ed è il numero che sta dentro ogni quota che vedi sul palinsesto.
Ora applichiamo quel margine al turnover. Cento euro puntati una volta su un mercato con margine del 5 % corrispondono a una perdita attesa di circa 5 €. Se il giocatore quella stessa cifra la mette in gioco ogni settimana per tutto l’anno, il turnover sale a circa 5.200 € e la perdita attesa, sempre assumendo lo stesso margine e lo stesso comportamento, si colloca intorno ai 260 €. Sono stime medie su molte giocate, non un pronostico su una singola schedina: chi punta 100 € una volta può vincere 90 € netti o perdere tutto, e il margine del 5 % non dice nulla su quale delle due cose accadrà. Dice solo quanto costa, in media, giocare su quel mercato.
Ed è qui che il confronto tra un’offerta italiana e una senza concessione smette di essere una questione morale e diventa aritmetica. Quel costo medio esiste in entrambi i casi, perché il margine è nella quota ovunque. Quello che cambia è cosa ottieni in cambio del costo: da una parte gli strumenti di tutela, il RUA, un foro italiano e un limite che hai scelto tu; dall’altra un sito che riappare su un mirror, con il nome della società che lo gestisce scritto in piccolo e nessuno a cui chiedere conto. Il prezzo è lo stesso, il prodotto no.
I dieci concessionari, uno per uno
Le schede che seguono seguono lo stesso criterio: cosa dichiara l’operatore, cosa costa al lettore e per chi ha senso. Nessuna di queste righe è un invito a giocare, e nessuna quota futura viene indicata, perché non esiste modo di conoscerla.
Lottomatica: il marchio che punta tutto su app e streaming
Lottomatica, con concessione ADM n. 16010 intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) e il proprio sito .it Lottomatica, è uno dei casi in cui il nome dell’insegna e quello del concessionario divergono in modo vistoso: chi cerca «Goldbet» per contestare una giocata su Lottomatica trova la stessa società.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La combinazione di streaming e live è il cuore dell’offerta: chi gioca durante la partita sa che il valore di un bookmaker si misura lì, nella stabilità del flusso video e nella rapidità con cui il mercato si aggiorna dopo un gol.
Il costo di questo approccio lo conosce chi ha provato a seguire un live su rete mobile: lo streaming consuma dati, il live consuma attenzione, e l’attenzione è esattamente la risorsa che un limite di tempo impostato in registrazione protegge. Un lettore che gioca due o tre volte al mese non ha bisogno di questa macchina e sta pagando, in termini di interfaccia, un prodotto pensato per un altro profilo.
Il verdetto è che Lottomatica ha senso per chi vive il live come esperienza continuativa, e ha un difetto per chi cerca mercati di nicchia: la comunicazione dell’operatore ruota intorno ai grandi eventi, e chi cerca un campionato minore o un mercato esotico deve verificare da sé cosa c’è nel palinsesto.
AdmiralBet: i limiti li imposti tu, prima di giocare
AdmiralBet, concessione ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., sito .it AdmiralBet, è il caso in cui questa pagina ha materiale più solido, perché le condizioni dell’operatore parlano esplicitamente di limiti e autoesclusione. È l’unico dei dieci su cui il tema della tutela sia documentato dalle fonti dell’operatore stesso.
In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La griglia è a tre dimensioni e tre orizzonti: chi vuole solo mettere un tetto alla spesa settimanale lo trova, chi vuole limitarsi a mezz’ora al giorno anche. Il ritardo di sette giorni sull’aumento è la parte che vale la pena sottolineare a chi pensa di poter cambiare idea in fretta: non può.
Sull’apertura del conto, le condizioni offrono la registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure l’accesso con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. È la differenza tra cinque minuti e un pomeriggio, e tra un conto attivo subito e uno che rischia la sospensione se il documento non arriva entro i termini.
L’autoesclusione segue il modello delle 30, 60 o 90 giornate, o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata passa a un intervallo da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un lettore che ha già capito come funziona il RUA trova qui una granularità che gli altri marchi non documentano allo stesso livello.
Il verdetto: AdmiralBet è il marchio di questa lista che un giocatore con un problema di controllo dovrebbe guardare per primo, ma non per la ragione che si aspetta. Non perché sia «più sicuro» — la tutela è la stessa per tutti i concessionari — ma perché è l’unico che scrive nero su bianco come si impostano i limiti, e un limite che non trovi nel menu non lo imposti.
William Hill: il bonus legato al modo in cui ti registri
William Hill, concessione ADM n. 16044 di William Hill Malta Plc, sito .it William Hill, porta in questa lista una particolarità che nessun altro ha: l’offerta di benvenuto cambia a seconda del metodo di identificazione che scegli.
Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Dieci contro cinque, con la differenza che sta tutta nella velocità di identificazione. È una scelta commerciale intelligente e vale la pena leggerla per quello che è: SPID costa cinque euro in più di bonus al bookmaker, e il bookmaker preferisce pagarli piuttosto che gestire documenti da controllare a mano.
Il punto che il lettore deve tenere presente è la natura del prodotto. Il bonus di verifica da 5 € arriva solo dopo l’invio dei documenti entro 96 ore, quindi c’è una finestra con una scadenza e una condizione documentale attaccata. Chi si registra la domenica sera pensando di trovare il credito pronto il lunedì mattina rischia di scoprire che il bonus ha una procedura. Nessun tetto alle vincite del bonus, nessun requisito di puntata e nessuna quota minima compaiono in questa scheda: sono materia delle condizioni dell’operatore, da leggere prima di contare su quei 10 €.
Il verdetto: William Hill è una scelta ragionevole per chi ha SPID e vuole un riconoscimento immediato, mentre chi si registra con il documento tradizionale riceve un importo modesto e vincolato a una scadenza. La differenza tra i due percorsi è il vero oggetto dell’offerta, non l’importo.
StarCasinò: il casinò che ha aggiunto il pallone
StarCasinò, concessione ADM n. 16026 di Azzurri Limited, sito .it StarCasinò, è uno dei marchi «casino-first» con scommesse sportive che la lista ADM contiene insieme ai bookmaker puri. La società concessionaria, Azzurri Limited, non suggerisce nulla di italiano, e questo è esattamente il punto: la concessione è il titolo, non la nazionalità del proprietario.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il prodotto sportivo c’è, è dichiarato, e convive con il resto dell’offerta dentro la stessa app.
Per il lettore, la convivenza è il punto da valutare con attenzione, e non per moralismo: un’app che ti offre una slot a un tocco dalla schedina cambia il modo in cui usi il conto. Il consumo di gioco non è più solo scommettere. Chi si avvicina al prodotto sportivo su un marchio di questo tipo dovrebbe impostare i limiti di deposito pensando a tutto quello che l’app contiene, non solo al calcio del sabato.
Il verdetto: StarCasinò è una scelta coerente per chi cerca un’unica app per sport e casinò, e una scelta sbagliata per chi vuole uno strumento dedicato alle scommesse e nient’altro. La differenza non è di qualità, è di disciplina richiesta al giocatore.
Planetwin365: il palinsesto più ampio sulla carta
Planetwin365, concessione ADM n. 16007 di Pwo S.p.a., sito .it Planetwin365, è il marchio che in questa lista documenta la copertura più dettagliata sul versante dei campionati.
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La profondità sul calcio italiano è dichiarata fino alla Serie C, che è un dettaglio non banale: molti bookmaker si fermano alla B e lasciano i campionati minori a chi li presidia. Più di 20 tipologie di sport significa che chi cerca il volley, il cricket o uno sport minore ha materiale da guardare.
Il costo di un palinsesto così è l’affollamento. Un elenco di venti sport e di tre competizioni europee non è ordinato per come gioca la maggior parte dei lettori, e trovare il mercato giusto richiede tempo. C’è poi il rovescio della medaglia che vale per chiunque legga una vetrina di campionati: la copertura dichiarata riguarda gli eventi principali, non la profondità del mercato su ciascuno.
Il verdetto: Planetwin365 è la scelta per chi cerca un campionato poco coperto altrove e non vuole aprire tre conti per trovarlo. Chi gioca solo Serie A e Champions League non guadagna nulla da questa ampiezza, e paga in interfaccia quello che non usa.
NetWin: il bonus reale che parte dal primo deposito
NetWin, concessione ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., sito .it NetWin, è il marchio di questa lista con i numeri del bonus più espliciti, ed è anche quello su cui vale la pena fare il conto più freddo.
L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Bonus reale significa denaro, non un gettone separato con regole proprie: è la forma che il giocatore medio preferisce, ed è giusto dirlo. Le condizioni che lo accompagnano sono però tre, e nessuna è decorativa: conto verificato, minimo di 20 €, e il deposito va fatto entro la cornice dell’offerta al primo versamento.
Il deposito minimo di 20 € merita un ragionamento a sé. Un lettore che vuole provare il sito con 10 € non accede all’offerta, e questo non è un ostacolo arbitrario: è la soglia sotto la quale il 100 % di un deposito diventa un importo che non copre il costo amministrativo di gestirlo. Ma attenzione al riflesso condizionato: mettere 100 € invece di 20 € per «massimizzare» il bonus produce 50 € di bonus, non 100, perché il tetto è a 50 €. La cifra utile è quella.
Il verdetto: NetWin è la scelta per chi vuole un bonus in denaro e ha già deciso di depositare almeno 20 €, mentre chi punta a somme più basse non trova qui quello che cerca. Il tetto a 50 € rende l’offerta modesta e leggibile, che è meglio di un’offerta enorme e illeggibile.
Betfair: l’exchange, cioè un mercato senza banco
Betfair, concessione ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., sito .it Betfair, è il marchio che in questa lista ha la storia più anomala, perché il suo prodotto di punta non è una scommessa contro il bookmaker.
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È un’offerta sportiva completa e ben strutturata, ma è la metà della storia: Betfair è descritta come la prima piazza di exchange in Italia, con la concessione n. 16028, e l’exchange è il prodotto che la distingue da ogni altro marchio della lista.
Il meccanismo merita una spiegazione perché cambia il costo dell’operazione. Su un exchange il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima (art. 6, comma 1, lett. e e art. 2, lett. u del decreto del 2024). Non c’è un bookmaker che fissa la quota e incassa il margine: c’è un mercato tra giocatori, e il concessionario guadagna sul servizio. Per questo le condizioni sono diverse, e la documentazione riporta regole aggiuntive per i conti italiani, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla e il prelievo cade sul concessionario.
Quelle maggiorazioni Supercombo vanno lette, comunque, per quello che sono: un mercato a quote più alte è un mercato con probabilità implicite più basse, e la convenienza va valutata caso per caso, non dal nome della sezione.
Il verdetto: Betfair è la scelta di chi vuole coprire un esito facendo da banco a un altro giocatore, e una scelta inutile per chi cerca semplicemente una quota fissa sul 1X2. Il prodotto è tecnico, e la curva di apprendimento è il suo vero prezzo.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet, concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito .it Eurobet.it, è il marchio che in questa lista porta il palinsesto più eterodosso.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Scacchi ed elezioni sono la parte che fa alzare il sopracciglio, ed è una reazione giusta: sono mercati che esistono perché qualcuno li gioca, e che un giocatore sportivo medio non cerca.
Questo ampliamento ha un costo preciso e vale la pena dirlo senza girarci intorno: ogni mercato in più è un mercato in più su cui puoi sbagliare, e i mercati non sportivi sono quelli in cui la competenza del giocatore è più difficile da valutare. Un’app che ti offre un mercato sulle elezioni non ti sta vendendo informazione, ti sta vendendo una scelta. Il filtro deve restare tuo.
Attenzione anche alla struttura societaria, perché è un caso concreto della regola «la concessione è per sito»: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Chi vede tre siti diversi non sta guardando tre operatori diversi.
Il verdetto: Eurobet è la scelta per chi vuole un bookmaker che copra anche ciò che non è sport, e una scelta dispersiva per chi cerca un palinsesto sportivo pulito. La varietà è reale; la domanda è se serve.
Sisal: la profondità del live e il cash out
Sisal, concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., sito .it Sisal, è il marchio che in questa lista porta i numeri di copertura più alti sul live.
L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’accesso all’app consente anche di entrare nel conto di gioco con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Il cash out è la funzione su cui vale la pena ragionare, perché è la più fraintesa. Chiuderla prima dell’evento significa accettare la quota che il bookmaker ti offre in quel momento, che incorpora il margine e include una componente di rischio a favore del book. Riscattare una giocata non è «salvare la vincita»: è vendere una posizione al prezzo che il mercato ti riconosce, e quel prezzo raramente è quello che avresti incassato aspettando. Il cash out è uno strumento di gestione, non un moltiplicatore.
Quindicimila eventi live significano, in pratica, che c’è quasi sempre qualcosa da giocare in un dato momento della giornata. Questa è la definizione operativa di un prodotto che può consumare più tempo di quanto il giocatore creda, ed è il motivo per cui un limite di tempo impostato in registrazione ha più senso qui che altrove.
Il verdetto: Sisal è la scelta per chi gioca prevalentemente live e vuole profondità di mercati durante la partita, e una scelta che richiede disciplina per chi non ha un limite di tempo attivo. La copertura c’è; il conto lo paga l’attenzione.
bet365: il partner globale con un tetto di tempo
bet365, concessione ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, sito .it bet365, chiude la lista con la credenziale più visibile e con un dettaglio di tutela che nessun altro dichiara allo stesso modo.
L’app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La partnership con la Champions League è l’esempio perfetto di quello che in Italia non si può comunicare: un concessionario non può fare pubblicità, ma il suo nome resta associato a una competizione, e la visibilità arriva per altra via. Chi legge il nome del partner durante una partita sta guardando un effetto del sistema, non una campagna.
Il lato della tutela è quello che questa pagina preferisce segnalare: gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La pausa è una funzione sottovalutata: fermarsi per un giorno o una settimana non ha la drammaticità dell’autoesclusione e funziona per chi ha bisogno di un freno breve. Nella lista degli sport compare l’ippica accanto al calcio, il che lo rende uno dei pochi marchi di questa tabella a dichiarare la copertura ippica.
Il verdetto: bet365 ha senso per chi cerca un bookmaker con copertura ampia e strumenti di pausa brevi oltre ai limiti classici, mentre chi cerca un prodotto italiano specifico sull’ippica nazionale deve verificare da sé cosa prevede il palinsesto, perché le corse dei cavalli e i giochi di ippica nazionale sono due cose distinte e regolate separatamente.
Tassazione e vincite: due strade che finiscono in posti diversi
Il trattamento fiscale è l’ultimo costo da mettere in fila, ed è anche quello che separa in modo netto le due strade.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del Decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %); le scommesse virtuali, cioè sugli eventi simulati, pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Il punto è chi paga quell’imposta. La paga il concessionario, non il giocatore. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una affermazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi va presa con la cautela che merita e, per ogni caso concreto, conviene consultare un commercialista.
La seconda strada è quella delle vincite ottenute su siti esteri o privi di concessione, e qui il quadro cambia in modo sostanziale. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota dalla fonte, e la posizione va espressa come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Mettete le due cose a fianco. Su un concessionario italiano ricevi una somma al netto e non dichiari nulla. Su un sito estero, secondo l’interpretazione dell’amministrazione finanziaria, l’intero importo percepito diventa reddito diverso da dichiarare, senza deduzioni, e con un carico che il giocatore deve gestire da sé. Il «bonus più generoso» che a volte si vede in giro ha, in questa luce, un costo fiscale che nessuna pagina promozionale mette nel conteggio. Non è una questione di opinioni: è la differenza tra una tassa pagata da qualcun altro e una tassa che arriva a te.
Siti esteri: il confronto onesto, senza nomi e senza scorciatoie
A questo punto della lettura vale la pena mettere tutto in fila, e farlo senza addolcire nessuno dei due lati.
Un’offerta con concessione ADM porta con sé quattro cose che nessun sito senza concessione può replicare. La prima è la presenza nel RUA: chi si autoesclude da un concessionario si autoesclude da tutti, e resta fuori anche dalle sale fisiche. La seconda è la vigilanza dell’Agenzia, che tiene l’elenco pubblico dei concessionari e quello dei siti inibiti, e che ha il potere di ordinare l’inibizione di un dominio. La terza sono gli strumenti obbligatori dell’art. 15, comma 1: limiti su tempo, spesa e perdita, limiti di deposito, messaggi automatici, canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La quarta è un foro italiano davanti al quale discutere una controversia, con un concessionario identificabile che risponde.
Un marchio .com senza concessione porta con sé l’assenza di tutte e quattro. Si aggiungono il blocco DNS, i mirror che riappaiono nel giro di ore e, come ADM stessa enuncia, l’esposizione del partecipante a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi ai sensi dell’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401. Sull’importo in euro dell’ammenda e sull’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non si hanno informazioni, e questa lacuna va detta per quello che è: non una zona grigia rassicurante, una zona non documentata.
Le licenze estere — Curaçao, Malta, Anjouan — non hanno alcuno status in Italia. Una licenza maltese è un titolo reale a Malta; in Italia non abilita nessuno a raccogliere scommesse da un giocatore italiano. Questo è il punto che, quando lo si capisce, rende superflua la maggior parte delle discussioni: confrontare una licenza di Curaçao con una concessione ADM non è confrontare due autorizzazioni dello stesso tipo. Solo una delle due esiste per l’ordinamento che ti riguarda.
Sui metodi di pagamento vale una regola che non ripeterò: le pagine di confronto mostrano presso i concessionari carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti ai tabaccai come SisalPay e Mooney; l’elenco proprio di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sui punti vendita ricariche, l’art. 13 del Decreto legislativo 41/2024 disegna un meccanismo preciso: ADM tiene un registro dei punti vendita (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Il cripto presso i concessionari ADM è materia non definita, e nessuna norma che nomini strumenti approvati risulta.
Il quadro sui pagamenti ha una coda normativa che vale la pena seguire: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, il canale di ricarica diventerà la parte più difficile da tenere aperta per un sito oscurato.
E adesso il giudizio. Un lettore che cerca un sito estero perché cerca quote più alte deve sapere che il margine del bookmaker esiste comunque, dentro ogni quota, anche là fuori, e che nessun operatore regala il proprio margine per generosità. Quello che là fuori non c’è è tutto il resto. Il costo che paghi su un concessionario italiano è il margine di mercato; il costo che paghi su un sito senza concessione è lo stesso margine più il rischio che nessuno ti risponda quando qualcosa va storto. Chi vuole davvero giocare fuori dal sistema italiano ha il diritto di saperlo: sta comprando lo stesso prodotto a un prezzo più alto, e la differenza non torna.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il rischio più concreto è non avere nessuno a cui chiedere conto: un sito senza concessione non è collegato al RUA, non ha l’obbligo di strumenti di limite e non offre un foro italiano. A questo si aggiunge il blocco DNS e, per come ADM enuncia la regola, la sanzione prevista dall’art. 4 della legge 401/1989 per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, pubblico e aggiornato: sul finire di ottobre 2026 contava 52 righe, con codici da 16000 a 16051 e un sito .it per ciascuna. L’elenco non indica però quali giochi possa offrire il concessionario, quindi una presenza in lista va poi confermata sul sito dell’operatore.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. Chi si registra viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui ha presentato la richiesta, e anche nelle sale fisiche. I periodi li sceglie il giocatore, e variano da operatore a operatore.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’art. 9 del decreto-legge 87/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese; l’enforcement è di AGCOM, con sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo serve attendere sette giorni. La cifra fissata da ADM nella gara per il limite di deposito non è nota.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore: l’imposta unica cade sul concessionario, e le somme arrivano al netto. Diverso il caso di un sito estero, dove secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 le vincite sarebbero redditi diversi da dichiarare per l’intero importo, senza deduzioni. Per un caso concreto conviene consultare un commercialista.
Siti non AAMS ed esteri – Novitascommesse.com
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