Scommesse sportive in Italia: la concessione ADM decide chi resta
Una concessione rilasciata per singolo sito, non per marchio, è l’unica cosa che separa un bookmaker da cui un italiano può riscuotere una vincita da un sito che ADM può oscurare in poche ore. Tutto il resto — la quota, il bonus, il numero di mercati — comincia a contare soltanto dopo.

Dati verificati al 31 Ottobre 2026, con i numeri di concessione confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).
La concessione, e la data in cui tutto questo è successo
Il quadro italiano non si legge più sul vecchio AAMS. Il regolatore è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS» e che sui propri documenti scrive ADM (ex AAMS) — e la cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Un dettaglio che sfugge a quasi tutti: le licenze italiane non sono licenze aperte, sono concessioni assegnate con gara pubblica. Non si comprano, non si rinnovano automaticamente, non si aggiungono al portafoglio di un operatore già attivo altrove.

L’articolo 6, comma 1 del decreto elenca cosa si può offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — simulati compresi — e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Il comma 3 fissa la durata: nove anni al massimo, senza rinnovo. Tra i requisiti del bando ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce i marchi Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Da qui discende la prima conseguenza pratica, e non è una formalità. La concessione è per sito, non per azienda. Lo stesso gruppo può avere tre vetrine con tre numeri diversi, e ogni vetrina è autorizzata per conto suo. Chi verifica un marchio deve verificare quel sito, non la società che lo controlla.
Cosa vuol dire, in concreto, scommettere su un sito non autorizzato
Verificare è più facile di quanto sembri, ma va fatto con il documento giusto. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene due elenchi pubblici: quello dei siti legali, legati ai concessionari, e quello dei siti di cui è inibito l’accesso. Entrambi sono consultabili sui siti di ADM e della Guardia di Finanza, e sono il test completo di chi ha la concessione. Chi offre il gioco in Italia senza concessione lo fa illegalmente; i fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.

E qui arriva il punto che sorprende chi arriva da una ricerca generica. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel concessionario offra scommesse sportive: può avere il diritto per il poker, per i giochi di sorte, per l’exchange, per il bingo, o per una combinazione qualsiasi di questi, e nulla di tutto ciò è scommessa su una partita. Che i mercati sportivi esistano lo dice il sito dell’operatore e la sua app, non il numero di concessione. E una presenza in una classifica non è una concessione: sono due cose diverse, e le confonde chi ha fretta.
Il blocco, quando arriva, non arriva a metà. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso; il meccanismo lavora a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati (ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore), gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il risultato di quella corsa è che il dominio cambia, il conto no: chi ha un saldo su un sito inibito non ha un posto dove andare a chiederlo indietro.
Sul lato del giocatore la legge italiana non è gentile, e ADM lo scrive senza giri di parole. Il 28 febbraio 2024 l’Agenzia richiama la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore così come ADM stesso la enuncia; l’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto ha due colonne e una è quasi vuota. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro italiano dove litigare se qualcosa va storto. Un marchio .com senza concessione non porta niente di tutto questo, è esposto all’oscuramento e, per come la legge viene enunciata, espone il giocatore a una sanzione penale. Esistono siti offshore che accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla; quella zona è descritta come priva di tutele, e chi ci mette un saldo lo fa a proprio rischio. C’è anche un provvedimento in preparazione, l’art. 22, comma 1, che prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: la sua entrata in vigore non è confermata.
Su determinati marchi la posizione è netta e conviene scriverla: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sulla loro qualità; è un dato sull’elenco. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.
Il calendar della stagione conta meno di questo elenco. Chi scommette con regolarità dovrebbe controllare una volta, e poi di nuovo dopo ogni provvedimento di aggiornamento.
Palinsesto, virtuali e ippica: cosa può stare dentro una concessione
Un palinsesto non è un catalogo libero. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM; si può prendere una giocata solo su eventi che stanno in quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto di ciascun operatore non è noto, e non è una cosa che si possa dedurre dalla concessione.
Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. Se qualche marchio online offra concorsi a totalizzatore nel calcio è questione aperta.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici o di altro genere generati al computer e mostrati con animazione oppure con un evento reale preregistrato. Stanno dentro una concessione per le scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali».
L’ippica, invece, è due cose diverse nella legge, e la differenza conta. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online il totalizzatore di ippica nazionale non è noto.
Il live lo offre ogni grande operatore, ma le regole di ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e qui non esiste un elenco di mercati live. Vale lo stesso per gli esports: se il palinsesto li comprenda è questione aperta. E una cosa che molti cercano e non trovano: un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Il betting exchange è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la puntata o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto, e Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Su un punto ADM è intervenuta e il testo non è pubblico qui: esiste una delibera di un direttore dell’Agenzia sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto.
Cosa deve fare l’operatore per te, prima che tu possa scommettere
La protezione del giocatore non è un servizio aggiuntivo che un bookmaker decide di offrire. È una condizione della concessione, e questo cambia il modo in cui vale la pena leggerla.
Il principio sta nell’art. 3, comma 1, lett. a), che nomina la «tutela dei minori di età»; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, senza eccezioni e senza scorciatoie di verifica.
Il conto di gioco, poi, non è un profilo che si apre con una mail. Richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con form e copia di un documento e quella con SPID; accanto c’è la registrazione classica, e alcuni operatori — Goldbet per esempio — arrivano al CIE attraverso un provider SPID. Un dettaglio che vale la pena sapere prima e non dopo: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non si ha una vincita ferma dentro.
L’art. 15, comma 1 del decreto elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. La meccanica dei due sensi è quella che frega: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni. Chi vuole rallentarsi lo fa in un minuto; chi vuole accelerare aspetta una settimana. È un’inclinazione progettata, e funziona come un freno a mano che si tira in un verso solo. Il valore del limite di deposito che ADM stabilisce nella gara non è noto.
Autoesclusione: cosa succede, e da quando
Aprire un conto richiede di impostare in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Admiralbet lo mette nero su bianco nelle proprie condizioni: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Due righe, e sono le più utili dell’intero documento.
L’autoesclusione è l’altra faccia della stessa serietà. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia — e questo «tutte» è il punto: lo strumento non spegne un conto, spegne la possibilità di aprirne un altro. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il meccanismo che rende tutto questo efficace ha un nome. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
Qui si annida la conseguenza più dura della pagina, e va detta con precisione. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude dagli operatori italiani e poi apre un conto su un .com non sta aggirando una regola: sta uscendo dall’unico perimetro che teneva la sua esclusione in piedi. Il registro funziona perché tutti i concessionari vi attingono; fuori da lì, la richiesta di aiuto che il giocatore ha appena formalizzato non arriva a nessuno.
Sugli strumenti dei singoli marchi conviene guardare le proprie condizioni. Quelle di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, che è il numero a cui rivolgersi quando il problema non è più il singolo conto.
Il margine, e come si vede dalle quote
Il calcolo più utile di questa pagina non richiede di conoscere una partita. Richiede di leggere due numeri. Prendiamo un mercato a due esiti — la forma di una sfida secca, o di un testa a testa — con quota 1,90 su entrambi i lati, un esempio illustrativo e non un prezzo quotato da nessuno.
La quota di rimborso si ottiene da 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa 95 %; il margine è il complemento, quindi circa 5 %. Il bookmaker trattiene insomma intorno a cinque centesimi per ogni euro giocato su quel mercato, qualunque cosa accada in campo.
Il numero va letto come una banda, non come un valore esatto, perché dipende da quanto i due lati sono equilibrati: in un mercato a due esiti con la stessa quota su entrambi i lati il margine si aggira intorno al 5 %, mentre su un mercato a tre esiti come l’1X2 la stessa forbice di quote produce un margine sensibilmente più alto, perché gli esiti improbabili pesano nel calcolo con il loro reciproco. Quello che conta è la direzione: più la quota è bassa, più margine è già dentro il prezzo.
Da qui un paio di conseguenze che valgono più di qualsiasi pronostico. Confrontare due bookmaker su un solo mercato dice poco: la differenza può stare nella quota di un esito e sparire su un altro. E un bonus che sembra generoso va sempre pesato contro quel 5 % abbondante, perché il margine è la tassa che si paga a ogni giocata, anche quando la giocata è pagata con denaro dell’operatore.
Su un mercato a due esiti, la distanza fra una quota di 1,90 e una di 1,95 vale circa mezzo punto percentuale di rimborso. Sembra niente. Su cento giocate da 10 € è la differenza tra tenere e perdere qualcosa come 5 €, cioè la metà di quello che una freebet da 10 € può valere davvero. Chi inseguirà il «miglior bookmaker» senza guardare il margine del mercato che gioca sta ottimizzando la cosa sbagliata.
Le leghe: cosa cambia davvero nel palinsesto
Il calcio di lega è il terreno dove la copertura degli operatori si assomiglia di più e dove, di conseguenza, le differenze di prezzo contano di più. La logica è semplice: su un campionato che tutti seguono, tutti hanno i mercati, e allora l’unica variabile rimasta è quanto margine ciascuno ci mette dentro.
C’è poi un livello che il pubblico sottovaluta, quello delle competizioni minori e dei campionati esteri. Un palinsesto si costruisce anche per profondità, non solo per ampiezza: avere Serie A non è un merito, è il minimo. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La presenza della Serie C nella lista dice più di dieci righe di marketing: è il livello dove il palinsesto comincia a distinguersi, ed è quello che interessa a chi segue il calcio minore per ragioni sue.
Sul basket, Lottomatica copre, tra le altre cose, la Serie A e la Serie B di calcio, la Champions League, la Premier League, la F1 e la MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Sul tennis e sul volley la copertura live è la discriminante vera: chi guarda una partita in streaming e gioca contemporaneamente ha bisogno che i due flussi siano allineati, e su questo la qualità è molto meno uniforme di quanto le app lascino intendere.
La domanda da farsi davanti a un palinsesto non è quanti sport elenca, ma quali di quelli che segui davvero hanno mercati profondi — cioè più di una linea su chi vince.
Come si scelgono, quando nessuno è il migliore in tutto
Non esiste un bookmaker italiano che vinca su tutte le voci insieme, e chi promette il contrario sta vendendo qualcosa. Un candidato serio va valutato su cinque cose, e ognuna di esse risponde a un rischio diverso.
La concessione sul sito che stai guardando, non sul marchio. È il numero e la società che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni, ed è quello che si confronta con l’elenco ADM.
Il margine del mercato che giochi abitualmente. Non è un dato che gli operatori pubblicano; si ricava dalle quote, come sopra.
I mercati che ti servono davvero, non il conteggio totale. Quindicimila eventi live non aiutano chi gioca un solo campionato.
I limiti e il prelievo. Un limite di deposito che si abbassa all’istante e sale in sette giorni, un conto validato entro trenta giorni o sospeso: sono regole scritte, e si leggono prima.
Il trattamento di una vincita. Tempi di prelievo, strumenti accettati, e se il conto è pronto a pagare il giorno in cui la vincita arriva.
I dieci concessionari, uno per uno
Dieci marchi sull’elenco ADM, ognuno con un numero di concessione e un sito .it proprio. Da qui in avanti si confrontano sui loro documenti e sulle loro app: la concessione è il requisito d’ingresso, non il criterio che li distingue.
Nel confronto ognuno si legge così: il numero di concessione e il concessionario che lo detiene, e che cosa stabiliscono le condizioni di quel marchio sulla materia della pagina.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Le condizioni dell’operatore su limiti e tutela |
|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Nessuna indicazione nei documenti consultati |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Nessuna indicazione nei documenti consultati |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Pause, limiti di versamento, avvisi di attività, autoesclusione |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Nessuna indicazione nei documenti consultati |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limiti su ricarica, spesa e tempo; autoesclusione 30/60/90 giorni o indeterminata |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Nessuna indicazione nei documenti consultati |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Nessuna indicazione nei documenti consultati |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Nessuna indicazione nei documenti consultati |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Nessuna indicazione nei documenti consultati |
La colonna di destra indica se l’operatore pubblica esplicitamente le proprie regole di protezione. Non tutti i concessionari le rendono facilmente consultabili, sebbene l’art. 15 del decreto le imponga a tutti. La differenza tracciabile è tra chi le mette per iscritto in modo trasparente e chi non fornisce indicazioni dirette.
Poi c’è la colonna della concessione, e lì conviene soffermarsi su un dettaglio. Il concessionario raramente porta il nome del marchio: dietro un sito con un nome inglese può esserci una società italiana, e dietro un nome italiano una società con sede a Malta — «Azzurri Limited» gestisce StarCasinò, «Hillside (New Media Malta) Plc» gestisce bet365, «Goldbet Better Organization Italy S.p.a.» gestisce Lottomatica. Non è un trucco né una irregolarità: i requisiti del bando richiedono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, e il marchio può essere un altro. È però la ragione per cui il numero di concessione va letto, e non la nazionalità della società che lo detiene.
BetFlag: SPID e CIE in registrazione, e un bonus sul deposito
BetFlag apre le procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Non è una nota di colore: è la differenza tra un conto che si valida in cinque minuti con l’identità digitale e uno che rischia i trenta giorni con la copia del documento. Chi ha già SPID e CIE si risparmia un passaggio che altrove è il punto in cui la pratica si blocca.
Sul piano dell’offerta, il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un tetto a cinque cifre non è un regalo: è la misura di quanto un deposito importante venga trasformato in saldo di gioco, e va letto insieme al fatto che è un bonus sul deposito, quindi legato a quanto si versa e non a quanto si gioca.
Il suo lettore è quello che vuole evitare le verifiche lente e che ha già l’identità digitale pronta. Sui limiti e sugli strumenti di autoesclusione questo marchio non mette nulla nelle stesse pagine.
William Hill: la freebet settimanale che chiede una multipla corposa
William Hill concessionario è William Hill Malta Plc, ADM n. 16044. Il club dell’offerta si chiama Extra Bet Club e assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
La condizione è il contenuto, non il contorno. Cinque eventi e quota totale minima 10.0 significano che la giocata va costruita, non improvvisata: chi fa singole o doppie non entra mai nel club, e la freebet settimanale non è un premio per chi gioca molto ma per chi gioca in un modo preciso. Il tetto di 100 € è il limite di quanto si può incassare in una stagione, ed è cinque volte e mezzo… no, è venti volte la freebet settimanale, il che dice quante settimane servirebbero per arrivarci.
Vale per chi gioca già multiple di cinque eventi; per chi gioca diversamente è un numero che non si incassa mai.
Betfair: un marchio che non è un bookmaker qualsiasi
Betfair è il caso in cui la concessione non racconta il prodotto. Il numero è ADM n. 16028, la società è Betfair Italia S.r.l., e la legge italiana colloca il betting exchange in una categoria propria (art. 6, comma 1, lett. e), dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto le parti in forma anonima.
L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La quota maggiorata è la parola da guardare due volte: un prezzo più alto su un mercato combinato può essere assorbire dentro di sé il margine del mercato singolo e qualcosa in più, e senza il confronto con la somma delle quote dei singoli esiti il lettore non ha modo di saperlo. Le regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano sono indicate nella documentazione dello stesso marchio, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi.
Il lettore qui è specifico: chi vuole giocare contro altri giocatori e non contro il banco. Chi cerca un bookmaker con bonus di benvenuto è nel posto sbagliato, e lo scoprirà aprendo l’app.
bet365: profondità di palinsesto, e i suoi strumenti di tutela
bet365 sta su ADM n. 16030 con Hillside (New Media Malta) Plc, e il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. Offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La profondità è la voce su cui batte: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live; nell’app decine di migliaia di mercati live e la Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi ogni anno, tra cui calcio, NBA e NFL, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker. Il Bet Builder è anche il posto dove il margine si accumula senza farsi vedere: un prodotto che unisce mercati correlati in un prezzo unico non mostra il margine della singola linea, e va trattato come un prodotto a sé.
Sugli strumenti di gioco responsabile bet365 è uno dei due marchi in questa lista che li mette per iscritto: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.
Chi cerca varietà di mercati e un live televisivo ha il pacchetto più ricco del gruppo; chi vuole capire quanto paga davvero una combinata dovrà fare il conto da sé, perché il prodotto non lo mostra.
Eurobet: ampiezza che sfonda il perimetro dello sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene l’ADM n. 16012. Il palinsesto dell’app è il più strano del gruppo, e la stranezza è documentata: va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Il calcio scommesse lega perde qui il suo ruolo di centro: chi vuole giocare la finale di un reality ha un posto dove farlo, e chi vuole un mercato profondo sulla Serie C probabilmente no. Le scommesse live si raggiungono dall’icona Live e comprendono calcio, tennis, basket e pallavolo. Ai nuovi iscritti vanno promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali; l’assistenza clienti è raggiungibile dall’app via chat o telefono con consultazione delle FAQ, che è una cosa banale da dire e non banale da trovare quando serve.
Interessa chi scommette su tutto, anche fuori dallo sport. Chi cerca un bookmaker specializzato sul calcio di lega difficilmente lo troverà qui.
AdmiralBet: le regole dei limiti scritte per esteso
AdmiralBet è di Admiral Bet S.r.l., ADM n. 16048, ed è il secondo dei due marchi che mettono le proprie regole di protezione in un documento leggibile. Alla registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto ad effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni.
È l’unico marchio della lista in cui i tre assi dei limiti — ricarica, spesa, tempo — sono nominati tutti, e la differenza rispetto a un limite unico è sostanziale: chi spende troppo in poco tempo non ha lo stesso problema di chi spende poco per mesi.
Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra da 7 giorni è la novità interessante: prima di febbraio 2026 la scelta più corta era di un mese, e una pausa breve è uno strumento diverso da un’esclusione lunga — più facile da attivare, e per questo più utile a chi si accorge del problema il lunedì mattina.
AdmiralBet conviene a chi vuole sapere in anticipo le regole del proprio freno. Non è una posizione sull’offerta sportiva, che qui non emerge dal materiale del marchio.
StarCasinò: il numero di concessione di Azzurri Limited
StarCasinò è concessionaria con ADM n. 16026, società Azzurri Limited, e il nome della società dice già molto di questo marchio: è una vetrina di casinò con un sportsbook dentro, non un bookmaker con un casinò accanto. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Per chi arriva da una ricerca sulle scommesse sportive la domanda giusta non è se si possa scommettere — si può — ma se l’offerta sportiva abbia la profondità di mercato che serve. Il posizionamento del marchio suggerisce di no, e la struttura dell’app lo conferma.
Chi gioca soprattutto slot e ogni tanto una scommessa trova qui tutto in un posto. Chi scommette come attività principale farà meglio a guardare altrove, perché il prodotto sportivo è il contorno del prodotto casinò.
Lottomatica: Virtuali strutturati e la mano societaria di Goldbet
Lottomatica è gestita da Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), ADM n. 16010, e il nome societario è la cosa più informativa della card: la società dietro il marchio più noto è quella che il pubblico associa a un altro brand. Chi pensa di confrontare Lottomatica e Goldbet sta in parte confrontando la stessa organizzazione.
Il palinsesto copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. I Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio, e questa è una struttura di gioco costruita, non una demo riempita per fare numero.
Il live televisivo lo rende adatto a chi guarda la partita e gioca in contemporanea. Sul versante dei limiti e dell’autoesclusione le sue stesse pagine non aggiungono nulla rispetto agli obblighi generali della concessione.
Sisal: il catalogo più grande, e un bonus che parte dalla ricarica
Sisal Italia S.p.a., ADM n. 16020. I numeri del marchio sono i più alti della lista e vanno presi come li dà il marchio: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Il catalogo dei tipi di giocata è altrettanto fitto: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Cash Out è lo strumento da capire prima di usarlo: chiudere in anticipo vuol dire accettare il prezzo che il bookmaker propone in quel momento, e quel prezzo è fissato da chi lo offre.
Sul bonus di benvenuto la meccanica è esplicita: bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Nessuna soglia nascosta sul lato dell’evento, quindi, ma un passaggio di ricarica che è la condizione di partenza. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Chi vuole scegliere tra molti mercati e non si spaventa davanti a un’offerta enorme è nel posto giusto; chi cerca un’interfaccia essenziale troverà il contrario di quello che cerca.
NetWin: il marchio degli eventi virtuali a ciclo continuo
NetWin Italia S.p.a., ADM n. 16035. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
La partenza ogni due minuti è il dato che definisce questo marchio, e vale la pena guardarlo per quello che è: un ciclo di eventi simulati che ricomincia in continuazione, disponibile a qualsiasi ora. È anche il formato in cui è più facile perdere il conto delle giocate, perché tra una partita vera e la successiva ci sono decine di occasioni che non richiedono di aspettare nulla. La ricarica chiusa a ciclo continuo non è un difetto del prodotto, ma è un fatto da conoscere prima di usarlo.
NetWin ha anche la lista di sport più ampia del gruppo, esports compresi. Chi segue discipline fuori dal calcio e dal basket trova qui la copertura che altrove manca.
Il palinsesto di una concessione: una sintesi operativa
Tre cose seguono da tutto quanto sopra, e nessuna riguarda chi vincerà una partita.
La prima è che il perimetro legale di un bookmaker italiano non si deduce dal nome del marchio ma da due dati che l’operatore stesso pubblica: il numero di concessione e la società. Si leggono nel sito, si confrontano con l’elenco ADM, e si aggiornano dopo ogni provvedimento, perché l’elenco cambia e i domini oscurati cambiano più in fretta.
La seconda è che gli strumenti di tutela non sono un extra del catalogo. Sono obblighi di concessione, e la differenza tra un marchio e l’altro sta nella trasparenza con cui li scrive, non nell’esistenza. Chi legge le condizioni di un operatore prima di sceglierlo sta facendo l’unica verifica che il mercato non fa al posto suo.
La terza riguarda il margine, e vale più delle altre due messe insieme. Ogni quota contiene già il compenso del bookmaker, e quel compenso si paga a ogni giocata indipendentemente dal risultato. Sapere quanto vale su un mercato a due esiti non rende nessuno un vincitore; evita però di attribuire alle capacità personali quello che invece è uscito dal portafoglio sotto forma di margine.
Imposta unica, vincite e pubblicità: chi paga cosa
La tassazione, in Italia, è la parte in cui il giocatore è più fortunato di quanto creda e meno informato di quanto dovrebbe. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Quello che conta per il lettore è il secondo pezzo, e va detto con la cautela che merita, perché è una ricostruzione della stampa di settore e non una pagina dell’amministrazione finanziaria: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Chi vuole certezza sul proprio caso deve consultare un commercialista.
La situazione cambia completamente fuori dal perimetro della concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati od ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il punto pratico è che la convenienza fiscale di un bookmaker italiano non è un dettaglio da commercialista, è un argomento di scelta. Una vincita da 2.000 € su un concessionario arriva netta e non si dichiara; la stessa vincita su un sito non autorizzato entra nel reddito, per intero e senza deduzioni, secondo l’interpretazione dell’Agenzia. Chi gioca cifre piccole non se ne accorge; chi ne gioca di serie sta decidendo anche su questo.
Poi c’è la pubblicità, che è la norma più fraintesa del settore. Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore, e ADM lo richiama il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». AGCOM è l’autorità che la fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). C’è una differenza che salta all’occhio e che gli operatori sfruttano con discrezione: si può ricordare al giocatore quanto ha speso, non gli si può suggerire di giocare.
Lo stato dell’applicazione è più quieto di quanto la norma lasci intendere. La stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità della notifica). Proposta e non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni — il suo esito non è stato trovato, e il divieto è in vigore alla data della verifica.
E i bonus? Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori; il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto statutario al bonus e nessun tetto al rigioco sono noti, quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. La conseguenza per il lettore è diretta: non esiste una regola pubblica che tenga un bonus «onesto», e l’unico documento che conta è quello del marchio che lo offre.
Reclami, assistenza e dove si litiga
Un concessionario italiano offre una cosa che un sito offshore non offre, e non è un bonus: un foro. Un reclamo si porta davanti a un’authority italiana, con un operatore identificato, una concessione e una società con sede nello Spazio economico europeo. Su un sito senza concessione, il reclamo non ha destinatario; e se il sito viene oscurato, non ha nemmeno un indirizzo web.
Il primo passaggio in ogni caso è la documentazione dell’operatore. Ogni concessionario dichiara nelle proprie condizioni il numero di concessione e la società; il canale di assistenza è previsto tra gli strumenti dell’art. 15, comma 1, lett. f): un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Eurobet, per esempio, indica assistenza via chat o telefono dall’app con consultazione delle FAQ.
Quando il problema non è un disservizio ma il gioco stesso, il riferimento è il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, che bet365 indica per i residenti in Italia, e il RUA, che è lo strumento con cui un giocatore chiude la porta a tutti i concessionari insieme.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia. Quali sport e quali mercati contenga ciascun palinsesto lo dicono il sito e l’app dell’operatore, non la concessione.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si confrontano due dati che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni — il numero di concessione e la società — con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. Attenzione: la concessione è legata al singolo sito .it e l’elenco non ha una colonna per i giochi.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 €, con 9 € di guadagno; in una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti di un solo mercato e si prende il reciproco del totale: la quota di rimborso. Il margine è 100 % meno quella quota. Su un mercato a due esiti a 1,90 per lato il rimborso è circa il 95 % e il margine circa il 5 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui concessionari ADM l’imposta unica è a carico dell’operatore: 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, e secondo la stampa di settore il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla. Per il proprio caso conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti senza concessione seguono l’art. 67 TUIR.
Competizioni – Novitascommesse.com
Contenuto creato dal team «Novitascommesse.com»
