Scommesse non AAMS in Italia — la concessione ADM è l'unica cosa che conta davvero

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni e gli elenchi verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM (ex AAMS) e sull’elenco dei siti inibiti pubblicato dall’Agenzia.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca «scommesse non AAMS» cerca quasi sempre una cosa sola: un bookmaker che non chieda le stesse cose che chiede un operatore italiano. Meno documenti, un bonus più grosso, qualche mercato in più, magari una quota un po’ più alta. La richiesta è legittima, la risposta è scomoda. Ogni sito che accetta scommesse in Italia senza concessione ADM è, per l’ordinamento italiano, un sito illegale — non «non regolamentato», non «in zona grigia»: illegale. E la parte che si paga non è l’iscrizione. È tutto il resto.

La parola «AAMS» è rimasta nel linguaggio comune, ma l’autorità che rilascia le concessioni e vigila sul gioco a distanza è oggi l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Le concessioni non si comprano a sportello: si assegnano con gara pubblica, durano al massimo nove anni senza rinnovo, e il loro valore economico è la ragione per cui il mercato italiano è piccolo e concentrato. Nella gara di settembre 2025 sono arrivate 93 domande e sono state assegnate 52 concessioni a 46 società, a circa 7 milioni di euro per nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi resta fuori da quell’elenco non ha un titolo più economico o più flessibile: ha un titolo inesistente.

Qui sotto c’è il confronto fra dieci concessionari presenti nell’elenco ADM, con numero di concessione e società titolare, e accanto le cose che i loro stessi termini e le loro stesse app dicono su identificazione, limiti e strumenti di tutela. Prima però conviene mettere in fila il costo vero dell’alternativa, perché è quello che decide la scelta.

La classifica dei dieci bookmaker con concessione ADM

La classifica di questa pagina non misura la simpatia di un marchio. Misura una cosa sola: quanto costa al lettore la struttura dell’offerta. Un operatore con concessione ADM paga la concessione, paga l’imposta unica, tiene conto di gioco identificati, alimenta il Registro Unico degli Autoesclusi e risponde a un’autorità italiana. Tutto questo si trasforma in requisiti, limiti e tempi che il giocatore incontra sulla propria pelle. Il confronto, quindi, è fra dieci modi di gestire gli stessi obblighi, non fra dieci gradi di libertà.

Criteri con cui abbiamo ordinato i dieci operatori

Il primo criterio è la verificabilità del titolo: numero di concessione e società che lo detiene, così come compaiono nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. La concessione è rilasciata per sito, non per azienda, e una stessa società può gestirne diversi: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare infatti dietro più di un dominio. Il secondo criterio è il peso del processo di apertura del conto, perché è la prima cosa che il giocatore paga in termini di tempo: chi offre SPID e CIE accanto alla registrazione classica gli risparmia un passaggio che, in assenza di identificazione digitale, vale fino a trenta giorni di conto sospeso e prelievi bloccati. Il terzo è quanto l’operatore dichiara sui propri strumenti di gioco responsabile, dagli avvisi di attività ai limiti di versamento fino all’autoesclusione. Il quarto è l’ampiezza dichiarata del palinsesto e dei mercati, che nei listini delle app si legge in numeri concreti.

Va detto chiaramente cosa questa graduatoria non è. Non è una pagella di affidabilità: la concessione ce l’hanno tutte e dieci, e sotto quel profilo partono alla pari. Non è nemmeno un elenco esaustivo del mercato — le concessioni attive sono 52, qui ne guardiamo dieci — e il fatto che un marchio non compaia in questa pagina non significa che sia privo di titolo. Significa solo che questa pagina non lo esamina. Chi vuole il quadro completo legge l’elenco di ADM, che è pubblico.

La tabella: concessione, titolare e cosa dicono i termini

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul punto
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited L’app copre i principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket; accesso all’app anche con Touch ID
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; funzione Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto con app e registrazione
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e coppe europee, oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco da impostare in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile; limite ridotto con effetto immediato, aumento dopo 7 giorni
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura del conto con procedure di identificazione SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni

Una riga della tabella merita una lettura diversa dalle altre. La colonna centrale è l’unica che il lettore può controllare da solo in trenta secondi, e va controllata: il numero di concessione e la società che lo detiene sono scritti nei termini dell’operatore, e devono corrispondere a una delle 52 righe dell’elenco ADM. Le altre colonne descrivono invece ciò che l’operatore dice di sé nei propri listini e nelle schede delle proprie app: sono dichiarazioni, non certificazioni, e vanno lette come si legge qualsiasi vetrina commerciale. La differenza fra le due colonne è esattamente la differenza fra un fatto amministrativo e un argomento di vendita.

C’è poi una trappola nella colonna centrale che vale la pena sciogliere subito. AdM pubblica l’elenco dei concessionari, ma quell’elenco non ha una colonna per i giochi. Una società può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Essere presenti nell’elenco, quindi, non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto e la sua sezione scommesse. Chi verifica un bookmaker partendo dall’elenco deve fare un passo in più e aprire il prodotto.

Cosa distingue davvero i dieci, al di là del titolo

Le differenze che contano per chi scommette si concentrano su tre fronti. Il primo è il palinsesto dichiarato: c’è chi si presenta con le grandi competizioni di calcio e oltre venti sport, chi allarga fino a scacchi, musica, cinema e perfino elezioni, e chi punta tutto sul prodotto calcio più classico. Il secondo è la profondità dei mercati: accanto al 1X2 e all’Under/Over compaiono Goal/NoGoal, marcatori, combo, risultato esatto, tiri in porta, cartellini e rigori, e le tipologie di giocata si allargano a sistemi e multiple costruite. Il terzo è la presenza di funzioni che riducono il rischio dell’esposizione, prima fra tutte il Cash Out, che permette di chiudere la schedina prima che l’evento finisca.

Nessuno di questi tre fronti è un vantaggio regolatorio. Sono scelte commerciali dentro un perimetro comune, e ognuna ha un prezzo. Un palinsesto che include sport di nicchia significa eventi con meno liquidità e margini più larghi. Un numero alto di mercati su una singola partita non significa quote migliori: significa più modi di sbagliare. Il Cash Out, che sembra una cortesia, è un servizio che il bookmaker prezza — vendere indietro una giocata in corsa ha un costo implicito che nessuna pagina promozionale mette in evidenza.

Per questo la graduatoria va letta come una mappa, non come un ordine di merito. Chi cerca il calcio italiano di Serie A e Serie B trova una copertura dichiarata ampia; chi vuole sport che in Italia hanno poco mercato trova una vetrina più varia; chi ha bisogno di un conto aperto in giornata guarda a chi accetta SPID e CIE. La concessione, nel frattempo, è uguale per tutti. È la base minima, non il titolo di merito.

Cosa vuol dire «non AAMS»: la panoramica dei fondamenti

Un bookmaker senza concessione ADM è un operatore che accetta scommesse da giocatori italiani senza aver ottenuto il titolo previsto dal decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il decreto riordina il settore dei giochi pubblici a distanza e mette nero su bianco una regola che nel linguaggio corrente si è persa: solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. ADM lo ripete nelle sue pagine informative e blocca i siti privi di autorizzazione dal 2007.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Il punto che sfugge spesso è che la licenza estera non è un titolo equivalente più leggero. È un titolo che in Italia non vale niente. Curaçao, Malta, Anjouan rilasciano licenze che hanno senso nel Paese che le emette e nei rapporti fra quell’operatore e quella giurisdizione; davanti a un giocatore italiano non producono nessun effetto, nessuna tute la, nessun obbligo di rendiconto verso un’autorità italiana. Un sito con licenza di Curaçao che accetta scommesse dall’Italia non è «regolamentato altrove»: è privo di titolo qui.

La conseguenza più visibile di questa assenza è tecnica e ha un nome preciso: oscuramento. ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’ultimo elenco disponibile dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026, e la lista cresce: un provvedimento del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono di volta in volta decine o centinaia di indirizzi.

2026: come funziona l’inibizione e cosa costa a chi la aggira

L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. La norma non si limita a elencare domini: mette in capo a chi fornisce connessioni Internet l’obbligo di consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. È un obbligo operativo, ricorrente, che ricade su una categoria di soggetti che non ha nulla a che vedere con il gioco.

Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. Il cambio è una buona notizia per la trasparenza e una pessima notizia per chi sperava che l’oscuramento fosse una faccenda provvisoria: un indirizzo dedicato e riconoscibile rende la pagina di avviso un’insegna, non un incidente.

Il costo dell’inibizione non lo paga però il giocatore, o meglio non lo paga solo lui. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. È una cifra che sposta l’incentivo: davanti a un provider che deve scegliere se rischiare una sanzione a sei cifre per un dominio che gli rende pochi euro di traffico, la partita è chiusa in partenza. Ed è anche il motivo per cui i mirror di un sito oscurato durano poche ore: l’oscuramento non è una barriera elegante, è una ghigliottina che ricade ogni volta che il dominio ricompare.

L’articolo 102 non è l’unico tassello. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. E prevede anche una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per impedire che i prestatori di servizi di pagamento trattino denaro di gioco per operatori privi di concessione: l’entrata in vigore di questo tassello non è confermata.

Le conseguenze penali che ADM stessa mette per iscritto

Qui la faccenda smette di essere tecnica e diventa personale. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. Nella sua comunicazione del 28 febbraio 2024, ADM è andata oltre la norma pubblicitaria e ha chiarito che la regola raggiunge anche il giocatore: il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Vale la pena leggere quella frase due volte, perché il linguaggio abituale dei forum la trasforma in «tanto non succede niente a chi gioca». L’importo dell’ammenda non è noto, e qui non lo inventiamo; quello che è noto è che la persona che ha scritto quella riga è l’autorità che rilascia le concessioni in Italia, e che la norma esiste da decenni. Questa pagina non è consulenza legale: chi vuole una valutazione sul proprio caso si rivolge a un avvocato, non a un sito di comparazione.

La stessa comunicazione contiene un secondo avvertimento, che riguarda i mezzi di informazione: pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È il motivo per cui l’ecosistema pubblicitario italiano intorno ai siti non autorizzati si è spostato su canali che sfuggono alla vigilanza, e il motivo per cui questa pagina descrive il fenomeno senza nominare nessun marchio privo di titolo: nominarlo per il gusto di farlo sarebbe fare gratis il lavoro che la legge vieta.

La normativa: concessioni, palinsesto e cosa resta fuori

Il quadro italiano del gioco a distanza è più rigido di quanto sembri dal di fuori, e la rigidità si concentra su due parole: concessione e palinsesto. La concessione si assegna con gara pubblica, non con un’autorizzazione a richiesta. L’articolo 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.

Il comma 3 dello stesso articolo dice una cosa che pesa più di quanto sembri: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti non sono banali — una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti, l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5) — e le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3). Nove anni di regole immutabili sono una garanzia per chi investe 7 milioni di euro e una promessa impegnativa per chiunque chieda modifiche rapide.

Questa architettura spiega perché il mercato italiano si presenti compatto. Quando le regole del gioco valgono nove anni e il biglietto d’ingresso costa milioni, chi entra è una manciata di gruppi strutturati, e gli altri restano fuori. Non è una questione di merito degli operatori: è aritmetica di settore.

Il palinsesto decide cosa puoi giocare, e non lo decide il bookmaker

L’articolo 2, lettera s), definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza pratica è netta: una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. Non è il bookmaker a decidere in autonomia cosa mettere in vetrina, e non è nemmeno la legge a dire in astratto quali sport sono giocabili: ADM autorizza gli eventi uno per uno. A settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore.

Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro i palinsesti approvati è, da qui, ignoto. Non è una lacuna da riempire con l’intuito: è la ragione per cui la verifica si fa sul sito dell’operatore, non su un elenco.

Sul gioco virtuale la legge è più precisa di quanto ci si aspetti. L’articolo 2, lettera v), definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione oppure con un evento reale pre-registrato, e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno infatti una sezione «Virtuali», che però non va confusa con l’ippica.

L’ippica, in particolare, in Italia è due cose diverse. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a). I «giochi di ippica nazionale» — lettera c) dello stesso comma, con la definizione dell’articolo 2, lettera h), che comprende vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté — richiedono una concessione propria. Se un marchio online accetti totalizzatori di ippica nazionale è questione aperta, e chi ci tiene a quel prodotto lo verifica nel palinsesto dell’operatore.

Il betting exchange merita una riga a parte, perché è l’unico gioco in cui il giocatore può essere anche bookmaker: l’articolo 6, comma 1, lettera e) lo ammette come gioco separato, e l’articolo 2, lettera u) chiarisce che il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima chi punta e chi banca. La documentazione di Betfair — descritta come la prima piattaforma del genere, con concessione 16028 — riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, da qui, non risulta.

Resta un capitolo che nessun confronto affronta volentieri: un tetto legale in euro alle puntate sulle scommesse sportive non è noto. Gli strumenti che limitano davvero sono due, e sono entrambi nelle mani del giocatore: i propri autolimiti e il limite di deposito che si sceglie in registrazione. Un lettore che si aspetta una regola protettiva automatica sul massimo puntabile non la troverà.

Giurisdizione e vigilanza: dove finisce la tutela di un conto estero

Il concetto che tiene insieme tutto il resto è la giurisdizione. Un conto aperto presso un concessionario ADM vive dentro un perimetro italiano: l’operatore risponde all’Agenzia, i limiti di deposito nascono da protocolli approvati, l’autoesclusione si iscrive in un registro nazionale, e la controversia ha un foro italiano davanti a cui discutersi. Fuori da quel perimetro restano le regole di casa dell’operatore, scritte da lui, interpretate da lui, e in caso di contrasto applicate in una giurisdizione che il giocatore italiano non ha scelto.

Non serve la malafede per capire il problema. Basta un prelievo che non arriva. Su un conto con concessione ADM il reclamo ha una scala da salire: l’operatore, poi l’authority di settore, e come ultima istanza un tribunale italiano. Su un conto estero la scala comincia e finisce nello stesso posto, con la differenza che il posto è a migliaia di chilometri e i documenti contrattuali sono nella lingua che l’operatore ha scelto.

La tassa, per completezza, la paga l’operatore e non il giocatore: l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % precedenti. Il dettaglio fiscale del giocatore si trova nella sezione dedicata più avanti, insieme al caso completamente diverso delle vincite su siti esteri.

Gioco responsabile: le protezioni che un sito non autorizzato non ha

Gli strumenti di tutela previsti per il gioco a distanza in Italia non sono una cortesia commerciale di qualche operatore particolarmente virtuoso. L’articolo 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 li mette in capo a ogni concessionario: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Su un sito privo di concessione questo impianto semplicemente non esiste come obbligo. Il punto pratico è brutale: quei siti non sono collegati al RUA, quindi un giocatore che si è autoescluso altrove non è protetto lì. Il registro è pensato per seguire la persona, non il conto, e un perimetro fuori dal registro è un perimetro in cui l’autoesclusione non arriva.

Registrazione e limiti: cosa scegli quando apri il conto

Il conto di gioco richiede l’identificazione completa. Il modo più rapido passa dall’identità digitale: diversi operatori offrono SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e BetFlag per esempio indica esplicitamente le procedure di identificazione con SPID e con CIE come alternative al modulo tradizionale, ricordando che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi scegle la via tradizionale carica una copia di un documento valido — AdmiralBet accetta .pdf, .jpg e .png — oppure usa SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va validato entro trenta giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

Il momento in cui si aprono le porte è il limite di deposito. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. La regola che quasi nessuno legge è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni. Vale la pena fermarsi su questo. La protezione non è un tetto imposto dall’alto: è una promessa che il giocatore fa a se stesso e che può rompere solo aspettando una settimana.

AdmiralBet costruisce l’impianto con una granularità maggiore, chiedendo in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria — riduzione subito, aumento dopo 7 giorni. È la stessa logica portata su tre dimensioni invece di una. Un lettore che punta solo su questo aspetto guardi lì, ma sappia che sta scegliendo una configurazione più fine dello stesso strumento, non un diritto in più.

Quanto ADM fissi come limite di deposito nella gara di concessione è, da qui, ignoto. E non è un dettaglio: significa che il numero che il lettore incontra dipende dall’operatore e dalla configurazione che ha scelto, non da un tetto nazionale pubblicato.

Autoesclusione e RUA: un registro che segue la persona

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il meccanismo più potente del sistema italiano e anche il meno compreso. Quando un giocatore chiede l’autoesclusione, questa si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta — e vale anche per le sale fisiche. Non è un blocco di cortesia: è un blocco centrale, che attraversa tutti i concessionari.

Le condizioni di AdmiralBet descrivono i periodi classici — 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia — e registrano una novità: dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra lunga cambia il senso dello strumento per chi ha un problema reale: un blocco di sette giorni è una pausa, un blocco di nove mesi è un cambio di abitudine. Chi si autoesclude per una settimana pensando di risolvere non ha capito a cosa serve quel pulsante.

Sul fronte della prevenzione quotidiana, gli strumenti si assomigliano. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero merita di stare in questa sezione più di qualsiasi grafico: è il canale che esiste quando il gioco ha smesso di essere un intrattenimento.

C’è poi un obbligo che il giocatore non vede mai e che però paga indirettamente: l’articolo 15, comma 2, impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta in percentuale e significativa in assoluto, ed è il motivo per cui uno Stato che vieta la pubblicità delle scommesse finanzia invece i messaggi che spiegano quanto possono costare.

Perché la prevenzione è più debole fuori dal perimetro ADM

Mettiamo in fila le quattro tutele e guardiamo cosa resta fuori dal perimetro. Il RUA vale su tutte le piattaforme autorizzate e non su un sito senza concessione. I limiti di deposito obbligatori nascono dai protocolli approvati da ADM e non esistono dove non c’è un’autorità che li approva. I messaggi automatici su durata e spesa sono un obbligo di legge e non una funzione che si attiva da sé. Il canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore è un requisito e non una gentilezza.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Poi c’è la parte che nessun registro copre: i soldi. Su un operatore con concessione ADM, un conto conteso ha un’autorità italiana sopra di sé e un foro italiano sotto. Su un sito estero il giocatore ha un contratto e una casella email. In mezzo, se qualcosa va storto, non c’è nessuno a cui chiedere conto in Italia.

Questo è il vero costo della scelta «non AAMS», e non è una percentuale: è la somma di tutte le volte in cui il sistema avrebbe potuto fermarti e non c’era. La tassa sul deposito più alto non esiste, perché il deposito più alto è proprio quello che nessuno ti impedisce di fare.

I dieci concessionari ADM, uno per uno

Le schede che seguono prendono ciascuna un marchio e dicono cosa lo distingue dagli altri nella comparazione. Non sono una raccomandazione — la concessione l’hanno tutte e dieci — e non ripetono le stesse quattro righe sotto dieci nomi. Quello che cambia, scheda per scheda, è il prodotto, il processo di apertura e il modo in cui l’operatore racconta i propri strumenti.

StarCasinò: un casinò con il calcio in casa

StarCasinò è un marchio di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026, e la sua app dice chiaramente da dove viene: permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, ma lo fa accanto alle slot e al Live Casinò. La struttura del prodotto è quella di un casinò online che ha aggiunto un bookmaker, non di un bookmaker che ha aggiunto qualche gioco.

L’identità di gruppo è un dato che sfugge spesso: la stessa Azzurri Limited compare anche dietro Betsson, con concessione n. 16027. Due marchi distinti, due concessioni distinte, un solo titolare, e palinsesti che non coincidono affatto. Un lettore che scegliesse fra i due pensando di confrontare due proprietà diverse confronto lo stesso soggetto giuridico.

Chi cerca scommesse sportive pure trova qui un prodotto dichiarato ma non caratterizzato: la scheda dell’app non elenca mercati specifici, streaming, statistiche, né strumenti di gioco responsabile propri. Sul piano della sostanza, un catalogo ampio di sport raccontato con meno dettaglio di altri. Per chi vuole il calcio dentro una piattaforma che fa anche altro, la proposta è coerente; per chi vuole capire prima come sono costruite le quote, la vetrina dice poco.

Verdetto. È la scheda che paga il prezzo di un profilo ibrido. La concessione è solida e il titolare è un gruppo strutturato, ma sul versante specifico delle scommesse sportive la comunicazione resta generica, e chi sceglie un bookmaker per la profondità dei mercati qui non hamateriale su cui decidere: conviene aprire il palinsesto e guardarlo prima di registrarsi, non dopo.

Sisal: il palinsesto più dichiaratamente grande

Sisal, concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., apre la sua scheda con due numeri che nessun altro marchio di questa lista mette sul tavolo: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono cifre dichiarate dall’operatore e vanno prese come tali, ma la direzione è chiara.

L’ampiezza non è soltanto di calendario. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È un catalogo costruito per chi non si accontenta dell’1X2 e vuole impilare più condizioni dentro una sola giocata. L’app aggiunge l’accesso al conto gioco con Touch ID e la possibilità di piazzare le scommesse da mobile senza passare dal sito.

Vale la pena dirlo senza girarci intorno: quindicimila eventi live e streaming gratuito non sono un regalo, sono una macchina per aumentare il numero di decisioni. Più partite guardabili significa più occasioni di puntare, e il margine del bookmaker viene incassato su ognuna. Uno streaming che ti tiene davanti allo schermo per novanta minuti è anche novanta minuti in cui il mercato live si muove e la tentazione di entrare di nuovo cresce.

Verdetto. La densità del palinsesto è la cosa che questa scheda stabilisce, e stabilisce anche dove sta il rischio. Chi cerca funzioni elaborate, streaming e un mercato che non si esaurisce a fine giornata trova qui l’offerta più esplicitamente costruita del gruppo; chi vuole lasciarsi meno decisioni aperte guardi altrove, perché nessuna di queste funzioni è pensata per ridurle.

Betsson: mercati ordinati, titolare condiviso

Betsson, concessione ADM n. 16027 di Azzurri Limited, presenta un catalogo pre-match e live su migliaia di eventi con una lista di mercati ordinata e leggibile: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È l’unica scheda di questa lista che elenchi i tipi di mercato in modo così esplicito, ed è un’informazione più utile di quanto sembri: dice al lettore che l’offerta è costruita intorno al calcio e alle sue varianti classiche, senza promettere sport esotici.

Il titolare è lo stesso di StarCasinò. Questo non crea nessun vantaggio per il giocatore e non crea nemmeno un problema: è semplicemente il modo in cui la concessione è stata assegnata a una società presente alla gara. La concessione è per sito e non per azienda, e i due marchi restano soggetti distinti davanti ad ADM. Chi confronta i due per decidere dove aprire il conto sta confrontando due palinsesti, non due proprietà.

Sul versante della trasparenza operativa, però, la scheda non aggiunge nulla su identificazione, limiti, autoesclusione o strumenti di controllo della spesa, e non dichiara una concessione diversa da quella che risulta nell’elenco. È un profilo essenziale: prodotto definito, contorno non raccontato.

Verdetto. Betsson è la scheda del prodotto chiaro e del resto taciuto. La lista dei mercati è abbastanza precisa da permettere un confronto serio con SNAI ed Eurobet, che giocano la stessa partita sull’ampiezza; tutto ciò che sta intorno all’offerta — dal processo di apertura ai limiti — resta scoperto, e chi ci tiene a quel lato della piattaforma lo verifica nei termini prima di registrarsi.

SNAI: catena storica, mani nelle schedine

SNAI, concessione ADM n. 16032 di Snaitech Spa, è probabilmente il nome più antico di questa lista, e la sua app parla la lingua del gioco costruito: scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori. È un’offerta che si rivolge a chi costruisce la giocata pezzo per pezzo, non a chi punta l’esito secco.

La funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento chiude il cerchio. Su una giocata multipla, la possibilità di uscire prima del fischio finale ha un valore reale: le multiple si rompono su una gamba sola, e poterne incassare una parte prima è una cosa che molti giocatori cercano. Il prezzo implicito di quella scelta è che l’operatore compra la tua posizione al valore che decide lui, e il margine su quell’operazione non compare mai in vetrina.

La scheda non dice nulla su identificazione, limiti di deposito, autoesclusione o canali di ascolto. È una descrizione di prodotto e nulla più.

Verdetto. SNAI è la scheda dei costruttori di giocate: chi lavora sulle multiple e sui mercati minuti trova qui il tipo di catalogo che serve, e la concessione storica aggiunge il titolo che serve. Chi invece apre un conto pensando di limitare la propria spesa in partenza non troverà in questa descrizione nessuno strumento di controllo: quei dettagli vanno letti nei termini dell’operatore, dove stanno per tutti.

Eurobet: il palinsesto che non si ferma allo sport

Eurobet, concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, è il marchio con il palinsesto più largamente definito: va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. Nessun altro marchio di questa lista dichiara un perimetro simile.

Sul piano regolatorio, quella varietà è esattamente ciò che il palinsesto approvato da ADM consente: l’articolo 2, lettera s), D.Lgs. 41/2024 prevede espressamente eventi non sportivi, e la scommessa si può prendere solo su ciò che è approvato. Un catalogo che arriva alle elezioni non è quindi una bizzarria commerciale: è l’altro capo di una norma che disciplina anche ciò che non è sport.

Vale però una considerazione di sostanza. Ogni mercato in più è anche un’occasione in più, e i mercati di spettacolo e politica hanno un difetto strutturale per il giocatore: sono eventi su cui è difficile avere un’informazione migliore del bookmaker, e dove l’operatore costruisce il prezzo con margini ampi proprio perché sa che la liquidità è sottile. Aggiungere scacchi e reality show allunga la vetrina, non allunga il vantaggio di chi punta.

Il titolare, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, è lo stesso gruppo che nella gara del 2025 si è visto assegnare più concessioni: nell’elenco ADM un’unica società può comparire dietro domini diversi. Per il giocatore questo non cambia nulla di operativo, ma spiega perché marchi apparentemente concorrenti possano condividere la struttura di gruppo alle spalle.

Verdetto. Eurobet vince il confronto sull’ampiezza dichiarata e perde qualcosa su quello della sostanza: la parte più originale del suo palinsesto è anche quella con i margini meno favorevoli al giocatore. Chi cerca un mercato su cui nessun altro bookmaker si espone trova qui la risposta; chi cerca il calcio non ha motivo di spostarsi per gli scacchi.

bet365: il grande partner, i mercati che contano

bet365, concessione ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, è l’unico marchio di questa lista che porta un titolo internazionale sulla carta d’identità: si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live.

Il profilo è quello di un bookmaker generalista con una copertura completa dei grandi campionati e degli sport che muovono volume internazionale. Il caso della Setka Cup — autorizzata da ADM a settembre 2026 con bet365 indicato dalla stampa di settore come primo partner — mostra un operatore che entra presto su formati nuovi, e quella tempestività è esattamente ciò che un concessionario con struttura internazionale può permettersi meglio di altri.

Gli strumenti di gioco responsabile della scheda sono i più esplicitamente elencati del gruppo: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. Non è pubblicità: è la sola scheda di questa lista che metti nero su bianco un canale di aiuto.

Dall’altro lato, la visibilità del marchio è un fatto che ha un prezzo per il giocatore. Un bookmaker che compare sulle maglie delle competizioni più seguite raccoglie più giocatori, e più giocatori significa un mercato più liquido ma anche una spinta promozionale più insistente. La differenza la fa la testa di chi gioca, non il logo.

Verdetto. La combinazione di copertura internazionale e strumenti di tutela dichiarati rende questa la scheda più completa sul piano informativo, e il richiamo «Official Global Betting Partner» è esattamente il tipo di titolo che non deve spostare una decisione: quel tipo di comunicazione misura il prestigio commerciale dell’operatore, non la qualità delle sue quote. Chi vuole sapere quali strumenti ha davanti prima di depositare trova qui la descrizione più ricca.

Goldbet: bonus di benvenuto e bocca larga sull’app

Goldbet, concessione ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., è il marchio che nella propria descrizione mette in primo piano il bonus di benvenuto: l’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Sul bonus, la premessa che conta non è commerciale ma normativa, e vale per tutta la lista. Il Decreto Dignità — articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018 — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet incluso. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus di benvenuto può esistere, ma non può essere reclamizzato come tale. Nessun tetto statutario all’importo del bonus e nessun tetto ai requisiti di rigioco risultano previsti, e questo significa una cosa sola per il lettore: importi, requisiti di puntata e quote minime vanno letti nei termini di ciascun operatore, uno per uno, perché nessuna norma li tiene a freno.

La scheda non dice nulla su identificazione, limiti o autoesclusione, e non quantifica il bonus.

Verdetto. Goldbet è la scheda in cui il linguaggio promozionale prende più spazio di quello tecnico, e la prima cosa da fare è portare l’attenzione dal bonus ai requisiti di puntata che lo accompagnano: la cifra che si vede in vetrina vale la metà di quella scritta in piccolo. Concessione e catalogo sono quelli di un concessionario strutturato; la scommessa è sapere quanto quel bonus costa prima di incassarlo.

Planetwin365: il calcio italiano al centro

Planetwin365, concessione ADM n. 16007 di Pwo S.p.a., è la scheda con il palinsesto più «italiano» nella descrizione: copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta.

La scelta di citare la Serie C non è casuale. È il livello dove gli altri bookmaker stringono i mercati e dove un operatore che vuole distinguersi su chi segue il calcio minore può farlo. Per chi punta sul campionato cadetto o sulla terza serie, la presenza dichiarata di quella copertura è un’informazione più concreta di qualsiasi elenco di sport esotici.

Il contorno resta, come per molti altri, non raccontato: la scheda non dice nulla su identificazione, limiti di deposito o strumenti di tutela.

Verdetto. Planetwin365 si posiziona sulla profondità verticale invece che sull’ampiezza orizzontale, ed è una scelta che premia un pubblico preciso: chi segue il calcio italiano fino alla Serie C trova qui una copertura dichiarata che altrove non trova. Chi cerca sport diversi dal calcio non ha motivo di preferirlo a Eurobet, e chi cerca più mercati su una singola partita guardi SNAI.

AdmiralBet: i limiti scritti prima di giocare

AdmiralBet, concessione ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., è l’unica scheda di questa lista con una informazione precisa sul soggetto che la pagina sta trattando, e non è un caso: è l’operatore i cui termini dettagliano il sistema dei limiti. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con una regola asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

L’autoesclusione è descritta con la stessa precisione: periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 una durata che va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il meccanismo centrale è quello del RUA: l’autoesclusione si estende a tutte le piattaforme autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta.

Sul conto, la scheda è altrettanto esplicita: registrazione classica con fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Sono i dettagli che altrove mancano, e sono i dettagli che il giocatore incontra davvero nei primi dieci minuti.

Verdetto. È la scheda con più sostanza operativa e anche quella che smonta meglio l’idea che i limiti siano un accessorio: qui il limite di ricarica, di spesa e di tempo si scelgono prima di poter giocare, e la finestra dei sette giorni per alzarli è abbastanza lunga da far cambiare idea. Chi apre un conto senza aver mai pensato a un tetto di spesa trova in questa configurazione lo strumento più fine della lista; chi cerca solo il catalogo più ampio resti su Sisal o Eurobet.

BetFlag: identificazione digitale come via principale

BetFlag, concessione ADM n. 16008 di Betflag S.p.a., è l’operatore che nella propria scheda mette al centro il processo di apertura del conto: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

SPID e CIE sono il modo più rapido per arrivare a un conto operativo. L’alternativa — registrazione con documento — porta con sé un limite temporale che gli operatori descrivono con chiarezza: senza SPID il conto va validato entro trenta giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Un mese sembra molto finché non si dimentica una scansione, e a quel punto la sospensione arriva nel momento peggiore, cioè quando c’è qualcosa da prelevare.

La precisazione sui minori non è una formalità. L’articolo 3, comma 1, lettera a), D.Lgs. 41/2024 indica la tutela dei minori di età come principio del sistema, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Detta una volta, vale per tutti i dieci marchi.

Il resto della scheda resta essenziale: nessuna indicazione su limiti di deposito, autoesclusione o palinsesto.

Verdetto. BetFlag è la scheda che risolve un problema di tempo invece che di prodotto. Chi apre il conto per giocare presto trova qui la strada più corta e meno esposta a una sospensione per documento mancante; chi cerca informazioni sul palinsesto o sui mercati deve guardarle direttamente sulla piattaforma, perché la descrizione dell’operatore non le copre.

Quanto costa un’offerta: il conto del margine su un deposito da 100 €

Ogni quota contiene già il compenso del bookmaker, e la grandezza che lo misura ha un nome tecnico: la quota di payout, cioè la parte di tutte le puntate che un mercato restituisce. Si calcola come 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato, e il margine è 100 % meno quella quota. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, il payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %: il margine che resta all’operatore è intorno al 5 %.

Vale la pena usare decimali veri per vedere quanto è sottile lo scarto. Con 1,90 e 1,90 la somma degli inversi è 1,0526 circa, quindi il payout è 95,00 % e il margine 5,00 %. Se le stesse due quote fossero 1,85 e 1,85, il payout scenderebbe al 92,5 %, e il margine quasi raddoppierebbe al 7,5 %. Mezzo punto di quota su due esiti è la differenza fra un mercato discreto e un mercato caro, ed è una differenza che a occhio, guardando una schedina, non si vede.

Il conto che riguarda direttamente chi legge è però un altro, ed è l’esempio di questa pagina: un monte puntate illustrativo di 100 € giocati una volta sola, sul limite di deposito settimanale che il giocatore sceglie in registrazione, su un mercato a due esiti con quote illustrative di 1,90 e 1,90 — non un prezzo quotato da nessun operatore, ma un esempio. Quello che il margine si porta via, in media, è il monte puntate moltiplicato per il margine del mercato: 100 € per un margine intorno al 5 % danno un costo atteso di circa 5 €. Se lo stesso volume girasse su un mercato con le due quote a 1,85, il costo atteso salirebbe a circa 7,50 €.

Da qui si ricava la banda, che è la cosa da portare a casa. Con i parametri dell’esempio, il costo atteso del giro di puntate sta fra circa 5 € e circa 7,50 €, a seconda del margine del mercato che si sceglie: la condizione è che vengano giocati 100 € in tutto, una volta o in più riprese, e che il margine del mercato sia quello dell’esempio tra il 5 % e il 7,5 %. È una stima statistica, non un risultato: è la media su molte giocate, e su una singola puntata il risultato può essere di vincita piena o di perdita dell’intera puntata, senza vie di mezzo.

Il punto che questo conto mette a fuoco non è il margine in sé, ma il fatto che si paga a ogni giro. Cento euro che girano una volta costano cinque, sette euro e mezzo. Se il giocatore rigioca lo stesso importo perché il bonus lo richiede — cioè se trasforma quel volume in requisiti di rigioco — il costo del margine si moltiplica per il numero di giri, e la stessa quota di deposito smette di essere una cifra ferma. È il motivo per cui la domanda «quanto vale il bonus» non ha senso prima di aver letto quanti giri di puntate servono per incassarlo.

Questo discorso vale anche per la ricarica. Il conto di gioco si alimenta anche nei punti vendita ricariche — tabacchi e ricevitorie, con un registro ADM che costa 100 € l’anno a chi vi si iscrive — dove l’operazione si fa solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Quei punti non pagano vincite e non permettono prelievi. Chi pensa che una ricarica in tabaccheria aggiri i limiti del conto sbaglia di grosso: il limite di deposito è una scelta del giocatore, e la ricarica la rispetta esattamente come un pagamento con carta.

Il margine non è l’unico costo, ma è quello che si misura

Su un sito senza concessione l’analisi del margine cambia natura, e non in meglio. Il prezzo può sembrare competitivo, talvolta anche migliore, ma il confronto si ferma lì: non c’è un’autorità italiana che pretenda payout dichiarati, non c’è un protocollo che fissi limiti, non c’è un registro che blocchi un giocatore che ha chiesto di essere fermato. Il margine è la parte del costo che si può calcolare; le altre si scoprono quando succedono.

La conclusione pratica per chi legge è quindi duplice. La prima: su un mercato a due esiti, un margine intorno al 5 % è la soglia sotto la quale conviene non scendere, e valori oltre il 7 % iniziano a pesare in modo percepibile su chi punta spesso. La seconda: nessun bonus compensa un margine alto su un volume di gioco grande, perché il costo del margine si paga per intero su ogni giro mentre il bonus si incassa una volta sola.

Domande frequenti sulle scommesse non AAMS

Quali rischi corro se gioco su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuna delle tutele previste per il gioco con concessione: niente RUA, quindi l’autoesclusione non arriva; niente limiti di deposito imposti da protocolli approvati; niente foro italiano per una controversia sui prelievi. E, come ADM stessa dichiara, il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’ammenda e l’arresto fino a tre mesi.

Come faccio a verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e si cerca il numero di concessione e la società dichiarati nei termini dell’operatore. L’elenco però non ha una colonna per i giochi: un nome presente dimostra il titolo, non il fatto che quel sito offra scommesse sportive, che va verificato sul palinsesto dell’operatore.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le autoesclusioni richieste dai giocatori. L’iscrizione blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive incluse. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la comunicazione, non l’esistenza del bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e i limiti possono essere impostati anche su base giornaliera e su tempo di gioco e di spesa. La regola è asimmetrica: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. Quanto ADM fissi come limite nella gara di concessione non è noto.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: il prelievo cade sul concessionario, che riceve la somma al netto. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Cosa cambia per le vincite ottenute su un sito estero?

Cambia tutto. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili per l’intero importo ricevuto senza detrazioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota e la posizione va verificata con un commercialista; non è consulenza fiscale.

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